La scuola. Ecco la risposta a molte delle domande sul Meridione. Perché la scuola, e solo la scuola, come presidio di legalità e di cittadinanza può essere la vera occasione di una vita, per chi vive in quei luoghi dove la criminalità e la povertà diffusa comportano grandi rischi di marginalità.
La sfida dell'innovazione scolastica spesso, però, non è accolta dalla politica che del tema fa un uso elettorale, semplificandone la natura e le sfide future. Durante questo ultimo anno di Governo, però, si è vista una scuola diversa, che al Sud fa bene: quella immaginata e praticata, pur tra i tagli e le difficoltà, dal Sottosegretario Marco Rossi Doria.
La recente stagione amministrativa, conclusa da poco, infatti, ha avuto un merito, un carattere inedito: sono state realizzate azioni tese non solo a riparare, come spesso è accaduto, ma a cambiare, un'epoca non di mera gestione ma di progettazione. Ecco il grande pregio del Piano di Azione e Coesione, realizzato dal Ministro Barca in collaborazione con Rossi Doria, grazie al quale oltre 200 progetti contro la dispersione scolastica saranno realizzati proprio lì, nelle aree del grande abbandono. Siamo tornati, tutti noi, insegnanti, presidi, studenti, operatori ATA, associazioni, a parlare di scuola in modo nuovo, a immaginarla, a progettarla. Altrettanto importanti sono state le nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola di base e l'introduzione dell'approccio dei bisogni educativi speciali: punti di partenza per una scuola capace di rispondere ai bisogni di tutti e di ciascuno.
Non possiamo, ora, tornare indietro. Non possiamo nemmeno rischiare che accada. Ecco perché ci rivolgiamo al futuro premier: sappiamo che un'Italia che cresce e che ha futuro può esserci solo con una scuola diversa. Quella che il Sottosegretario Marco Rossi-Doria, quest'anno, ha cominciato a costruire con noi.
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